Biografia di Monsignor G. Marcoli
(1856 - 1914)
Uomo straordinario per fede, pensiero ed azione,
nacque nel 1856 da una famiglia svizzera di imprenditori da cui derivò
una spiccata sensibilità per i problemi sociali e politici legati
al mondo del lavoro, e una straordinaria capacità manageriale ed
organizzativa che profuse in tutte le iniziative, laiche o religiose, cui
si dedicò nella sua non lunga ma intensa vita.
E' considerato con Mons. Capretti e
l'avv. G. Tovini, tra i fondatori del movimento cattolico bresciano, da
cui prende il via il fermento religioso, sociale e politico di Brescia in
quegli anni. Intrattenne rapporti di amicizia e di collaborazione con Don
Luigi Sturzo.
Insegnante di filosofia e di teologia dogmatica presso il Seminario Vescovile
di Brescia, fu anche Arciprete della Cattedrale e
Vicario Episcopale. Fu assistente diocesano
dell'Azione Cattolica, del Circolo dei Giovani Cattolici, del quotidiano
"Il cittadino" e della Banca San Paolo. Fu anche promotore dell'
"Opera dei Congressi" e delle "Settimane Sociali"; cooperò
alla fondazione della Società Editrice "La Scuola", di
cui restò sempre consigliere; diede inizio alle organizzazioni professionali
del movimento cristiano dei lavoratori e scrisse lo "Statuto dell'Unione
Cattolica del Lavoro".
Nella sua instancabile attività si occupò anche delle istituzioni
educative dei sordomuti: il Pio Istituto Pavoni e l'Istituto Canossiano
per Sordomute, per i quali nel 1901 fondò il Patronato "Pro
Mutis", il primo del genere in Italia, finalizzato a sostenere, per
mezzo della beneficenza privata, l'opera degli Enti pubblici ed allargare
così i benefici dell'istruzione, educazione ed assistenza a tutti
i sordomuti di Brescia e provincia. Per ridurre i gravi disagi e le difficoltà
che i giovani sordi dovevano affrontare terminata la fase della loro istruzione,
furono istituiti il Pio Ricovero di Mompiano e il Ricreatorio dell'Istituto
Pavoni.
Monsignor Marcoli diede un impulso innovativo a tutte le opere educative
delle Canossiane e colse l'urgenza di curare la preparazione professionale
delle educatrici. Seppe mantenere costantemente vivi il sostegno ed il consenso
di istituzioni ed associazioni sui problemi educativi e socio-assistenziali
dei sordi; su queste tematiche promosse a livello regionale e nazionale
Convegni e Giornate di studio.
Nel 1912 favorì la filiazione a Castrogiovanni in Sicilia dell'Istituto
Canossiano per Sordomute, alla cui inaugurazione fu presente, tra gli altri,
Monsignor Mario Sturzo.
Morì improvvisamente il 10 aprile 1914, compianto da tutti coloro
che con lui avevano operato; ne raccolsero l'eredità gli uomini del
laicato cattolico che gli stavano intorno, come Giovanni Maria Longinotti,
Giorgio Montini, Luigi Bazoli, Carlo Bresciani.